Giovani, lavoro e crisi

La differenza tra chi ce la fa e chi non ce la fa

Pubblicato il: 15/11/2022

Intro

Gli scenari di crisi fanno da sfondo, da molti anni ormai, al panorama lavorativo italiano.

Come reagiscono i ragazzi delle moderne generazioni?

Ci sono alcuni che, dopo gli studi, riescono ad inserirsi in realtà floride

e chi, al contrario, resta disoccupato, nonostante incredibili competenze (master, lauree corsi di specializzazione…).

Come mai? 

La colpa della crisi lavorativa

Secondo dati statistici(1), soprattutto dopo il lockdown, la maggior parte dei giovani che si approccia al mondo del lavoro si sente sconfortato.

In molti vivono in uno stato perenne d’ansia, frutto di pressioni e negatività accumulata nel tempo, e non riescono a trovare la propria strada.

Per loro, questo sconforto profondo sarebbe causato

→ in primo luogo, dal mercato e dalle condizioni di crisi generale che costringono stato e aziende ad assumere poche persone (a contratti penosi).

→ In secondo luogo, invece, “dai raccomandati” incompetenti che soffiano i posti…

→ E, infine, dal fatto che per lavorare c’è bisogno di esperienza (ma se non hai lavorato un po’, non puoi avere un minimo di esperienza😳).

La differenza tra chi non ce la fa e chi ha successo 

Molti, ed è super comprensibile, si lasciano influenzare e demotivare da tutto ciò che ti ho elencato sopra,

mentre altri, invece, decidono di fregarsene e proseguire dritto per la propria strada.

E la differenza tra chi, subito dopo gli studi, riesce ad inserirsi e a realizzarsi e chi, invece, resta bloccato, a parità di competenze e potenzialità, sta proprio in questo.

(Non preoccuparti, non è il solito cliché motivazionale. Dopo ti spiego meglio😉)

Non sto dicendo, ovviamente, che crisi, raccomandati e requisiti impossibili di ammissione non esistano.

Ci sono dati oggettivi che possono dimostrarlo.

Sto solo dicendo che chi non si lascia influenzare “dalle brutte notizie”, dai dati istat, dai professori che scoraggiano e i TG, molto probabilmente, riesce ad ottenere ciò che desidera.

Perché?

Non ci sono condizionamenti interni che impediscono di vedere la realtà per ciò che veramente è:

Un panorama in cui, sì, c’è la crisi, ma anche un meraviglioso ventaglio di tante opportunità.

Ecco perché, in un mare di disoccupati, c’è anche chi decide di rifiutare alcuni lavori o abbandonarne qualcuno in corso d’opera.

👇🏻

Giovani che rifiutano il lavoro o lo abbandonano in corso d’opera

Per quanto mi riguarda, la notizia che i giovani mollano il lavoro, in realtà, è una notizia positiva, anche se potrebbe sembrare negativa. 

Sai, grazie al fatto che le informazioni arrivano sempre più velocemente, le persone hanno iniziato a farsi più domande, soprattutto i giovani. 

E, molto probabilmente, i sacrifici che io ho fatto, il “devi fare questo perché la società lo richiede”, il “devi lavorare tot. ore al giorno”, il “devi accontentarti di quello che trovi”

non corrispondono più esattamente a quello che viene percepito oggi.

Sta un po’ cambiando tutto questo sistema, fortunatamente.

I giovani (alcuni) stanno diventando più consapevoli dei loro mezzi, delle loro capacità e delle opportunità, nonostante le voci pessimistiche là fuori.

Le stesse voci che a me, invece, anni fa impedirono inconsciamente di fare le scelte che realmente desideravo.

Magari anche lasciare un lavoro sicuro.

Solo dopo, infatti, quando ho iniziato ad eliminare quelle paure inconsce e tutte quelle convinzioni che io chiamo loop, radicate in me, 

sono riuscito a ritrovare la mia vera essenza e a scoprire la mia vera mission,

senza più rimanere intrappolato in lavori che odiavo e non mi rispecchiavano.

La chiave del successo

Ora, se tutti i ragazzi, e non solo alcuni, fossero a conoscenza del fatto che esiste una chiave per eliminare i loop

ovvero tutto ciò che li separa dai loro sogni, dalle loro ambizioni e tutto ciò che di grandioso possa esistere, 

allora, riuscirebbero a trovare tutto l’oro del mondo, anche in periodo di crisi.

Mi emoziono sempre davanti alla reazione di meraviglia dei ragazzi, nel momento in cui scoprono come rimuovere i loop.  

Hanno la possibilità di creare il loro  futuro.

Impensabile fino a poco tempo prima.  

Prova ad immaginare un ragazzetto che si toglie tutti i limiti, tutte le paure nell’affrontare la vita. 

Un ragazzo con questi strumenti tra le mani può veramente conquistare il mondo e farlo diventare qualcosa di meraviglioso alla velocità della luce.

Infatti, chi è meno giovane dovrebbe applicare il metodo in maniera profonda e diventare un esempio per questi ragazzi, 

così che questi possano davvero avere il potere di cambiare quello che stiamo vivendo.

Ecco perché, al posto di denigrarli e dire che non hanno voglia di fare nulla, dovremmo imparare ad avere lo stesso coraggio che hanno alcuni di loro. 

E cioè avere consapevolezza di sé e ignorare le voci pessimistiche.

Tutte quelle credenze, convinzioni e condizionamenti esterni che ti portano ad ingabbiarti da solo in realtà che non vuoi, per la paura di non trovare altro.

E questo non vale solo per scelte in ambito lavorativo.

Vale per le scelte nella relazione, nella casa, con i figli.

Immagina quanto sarebbe bello avere la capacità di fare le scelte importanti della vita, 

senza dubbi, ripensamenti e senza dover per forza rimuginare, per ore, anche nei giorni successivi, a cosa sarebbe stato giusto o sbagliato.

Pensa a quanto sarebbe bello svegliarsi la mattina e avere “la verità”.

E la verità è sempre al di là dei loop, è sempre nel silenzio.

È sempre in quello spazio della mente privo di ogni pensiero negativo e condizionamento di qualsiasi genere.

Nel mio libro “Non penso dunque sono”, ti insegno proprio come raggiungere questo spazio, lo stato Senzamente, con un esercizio in 6 passi.

Qui, puoi leggere un mega riassuntone del libro e scoprire come applicare il metodo per individuare i loop, anche quelli più inconsapevoli, rimuoverli e neutralizzarli.

Così farai in modo che non si ripresentino più e ti costringano a restare bloccato nella prigione senza sbarre: nelle tue celle della mente. 

Andrea Magrin

Riuscirai a leggere fino in fondo
o ti fermi in superficie?

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